Evitare il roaming sulle chiavette web, con NetworkManager

Vediamo di continuare a scrivere qualche appunto per la mia, scarsa, memoria. Soprattutto, in questo modo, posso finalmente chiudere il tab in firefox dove ho la pagina con questa informazione.

Il problema è quello di evitare di andare in roaming con un altro operatore durante l’utilizzo di una chiavetta, della 3 nel mio caso. Questo per un motivo unico: soldiiiiiiiiiiiiii!!! Infatti navigare in roaming costa un occhio della testa.

Questa informazione l’ho trovata in un altro blog ed è di una banalità estrema, se la connessione è stata configurata tramite NetworkManager. La soluzione è particolarmente semplice:

  1. Cliccare con il tasto destro del mouse sull’icona di NetworkManager nella SysTray
  2. Cliccare su Modifica connessioni
  3. Selezionare il tab Banda larga mobile
  4. Selezionare la connessione interessata e cliccare su modifica
  5. Nella finestra che si apre è sufficiente inserire il codice del proprio operatore nel campo Rete

Fine, tutto qua. Niente di più semplice, credo.

SVN properties

È tantissimo che non scrivo più niente, molti, troppi impegni. Ma ogni tanto ho bisogno di appuntarmi qualche cosa. Questa volta è il turno di SVN, lo uso per lavoro, anche se preferirei Mercurial, ma certi comandi non mi vogliono entrare in testa.

In questo casi si tratta di comunicare ad svn che voglio vengano ignorati determinati file e cartelle. La premessa da fare è che in svn si devono settare le proprietà, fra cui anche la ignore, sulle cartelle che contengono i file e non sui file stessi.

Passiamo alla pratica. Un modo possibile è utilizzare il seguente comando:

svn propedit svn:ignore dir_name

dove “svn:ignore” è la proprietà che si vuole settare, in questo caso la ignore, sulla directory “dir_name”. A questo punto si aprirà l’editor di testo di default della vostra shell, dove potrete inserire i nomi dei file, contenuti in “dir_name”, che volete vengano ignorati. È possibile utilizzare anche i wildchar per i nomi dei file. Non so se sia obbligatorio, non ho provato in modo differente, ma credo che ogni file debba essere specificato su una singola riga.

Speriamo di ricordarlo d’ora in poi come fare ad ignorare ‘sti benedetti file. In caso contrario ora ho un appunto :-) .

PS: ah, dimenticavo, oltre alla ignore, è possibile settare sulla directory anche altre proprietà, per scoprire quali RTFM (vale anche per me eh!).

Beamer, come inserire immagini di sfondo

Dopo tempo immemorabile torno a scrivere qualche appunto così forse la prossima volta mi ricordo come fare.

Senza troppa fantasia copio quello che ho trovato qui.

\usebackgroundtemplate{
\includegraphics[width=\paperwidth,height=\paperheight]{Image Path}
}

Questa istruzione, inserita nel preambolo del file .tex della presentazione Beamer, permette di usare l’immagine contenuta in Image Path come sfondo per tutte le slide della presentazione.

Chissà, forse potrebbe essere utile in qualche caso, magari se mi invento un tema ultrafigo e non sono in grado di farne un tema per Beamer, potrò usarlo brutalmente come sfondo :-)

Edit:

Cercando in giro ho trovato una discussione sulla mailing list degli utilizzatori di LyX, in cui si parla proprio di questo argomento, in particolare hanno scritto un piccolo frammento di codice che permette di dichiarare un comando per inserire un background soltanto “a richiesta”.

Il codice per la definizione del comando è:

\newcommand\BackgroundPicture[3]{%
    \setbeamertemplate{background}{%
    \parbox[c][\paperheight]{\paperwidth}{%
        \vfill \hfill
 \includegraphics[width=#2\paperwidth,height=#3\paperheight]{#1}
         \hfill \vfill
      }}}

Mentre, per l’utilizzo:

\BackgroundPicture{<image>, <width factor>, <height factor>}

Da utilizzare nella slide che interessa.

Travaglio ed “il processo breve”

Guardo il video con molta attenzione e mi metto a riflettere.
Voglio provare a sognare, a pensare ad un’utopia: la legge sui processi che è stata proposta è stata fatta in buona fede, senza scopi personali da parte di chi l’ha fatta e di chi l’ha voluta. Voglio provare a credere che l’idea fosse davvero quella di diminuire la durata dei processi, ma la proposta fatta sia un errore involontario.
Rifletto ancora, penso alle implicazioni spiegate da Travaglio, penso soltanto al fatto che la legge sia retroattiva ed allora l’utopia si sgretola. Svanisce nel nulla, ma forse era troppo posticcia per essere vera. No, non è possibile, non si può scrivere una legge del genere, considerando quanti, e quali, processi moriranno, senza volerla per fini personali. Non si può credere che una qualunque persona con un minimo di coscienza, permetterebbe la morte della giustizia per tantissimi cittadini italiani, se non per soddisfare degli scopi personali.
Come al solito sui media, in particolare quella scatola che lobotomizza ed uniforma le persone ad uno status comune, quello di spugna passiva che assorbe senza filtrare, se ne parla davvero poco. Anzi, forse peggio. Si fa finta di parlarne, in modo che, se qualcuno dovesse alzare la testa dalla sabbia denunciando la scarsa informazione in merito all’argomento, le solite spugne di cui sopra, possano controbattere, sempre ne siano ancora in grado, affermando che “autorevoli TG” come studio aperto ne abbiano parlato, magari solo per un fotogramma, però quel fotogramma è apparso.
Rifletto. Mi viene alla mente una notizia, abbastanza fresca: la vicenda Marrazzo e la recentissima morte del viado Brenda. Mi accorgo che sto passando dall’utopia di politici corretti e non corrotti (è impressionante quanto le due parole siano vicine e allo stesso tempo lontane), al complottismo. Nella mia testa martella incessantemente la coincidenza temporale dei fatti. Non è la prima volta che succede qualcosa di eclatante, proprio mentre il nostro carissimo presidente del consiglio ne ha fatta una delle sue. Sembra la solita storia, quando qualche fatto importante potrebbe focalizzare l’opinione pubblica, e farla incazzare, la cosa migliore da fare è quella di far esplodere un’altra notizia, magari che sia un misto fra complotto e gossip. Ah, questo popolo ama tali informazioni. Sarò, forse, in malafede, ma sinceramente mi pare troppo eccessivo quello che sia successo a Brenda. La morte per soffocamento da monossido già fa pensare ad omicidio, se poi si pensa a come sia stato tentato di distruggere i dati nel computer portatile, pare ovvio che si tratti di omicidio. Ecco, e sono sempre più complottista, mi pare tutto troppo ovvio. Accettiamo il modus operandi per l’uccisione. Quello che pare troppo stupido è l’immersione del portatile nell’acqua. Quello che mi viene da pensare è che sia stato reso tutto volutamente evidente. Sembra, apunto, che sia stata creata la notizia giusta per distogliere l’attenzione. Ma forse sono troppo in malafede.
Respiro profondamente, chiudo gli occhi e li riapro. Torno all’ingegneria. I numeri, almeno fino ad’ora, non hanno mai tradito le aspettative di nessuno.

Guardo il video con molta attenzione e mi metto a riflettere.

Voglio provare a sognare, a pensare ad un’utopia: la legge sui processi che è stata proposta è stata fatta in buona fede, senza scopi personali da parte di chi l’ha fatta e di chi l’ha voluta. Voglio provare a credere che l’idea fosse davvero quella di diminuire la durata dei processi, ma la proposta fatta sia un errore involontario.

Rifletto ancora, penso alle implicazioni spiegate da Travaglio, penso soltanto al fatto che la legge sia retroattiva ed allora l’utopia si sgretola. Svanisce nel nulla, ma forse era troppo posticcia per essere vera. No, non è possibile, non si può scrivere una legge del genere, considerando quanti, e quali, processi moriranno, senza volerla per fini personali. Non si può credere che una qualunque persona con un minimo di coscienza, permetterebbe la morte della giustizia per tantissimi cittadini italiani, se non per soddisfare degli scopi personali.

Come al solito sui media, in particolare quella scatola che lobotomizza ed uniforma le persone ad uno status comune, quello di spugna passiva che assorbe senza filtrare, se ne parla davvero poco. Anzi, forse peggio. Si fa finta di parlarne, in modo che, se qualcuno dovesse alzare la testa dalla sabbia denunciando la scarsa informazione in merito all’argomento, le solite spugne di cui sopra, possano controbattere, sempre ne siano ancora in grado, affermando che “autorevoli TG” come studio aperto ne abbiano parlato, magari solo per un fotogramma, però quel fotogramma è apparso.

Rifletto. Mi viene alla mente una notizia, abbastanza fresca: la vicenda Marrazzo e la recentissima morte del viado Brenda. Mi accorgo che sto passando dall’utopia di politici corretti e non corrotti (è impressionante quanto le due parole siano vicine e allo stesso tempo lontane), al complottismo. Nella mia testa martella incessantemente la coincidenza temporale dei fatti. Non è la prima volta che succede qualcosa di eclatante, proprio mentre il nostro carissimo presidente del consiglio ne ha fatta una delle sue. Sembra la solita storia, quando qualche fatto importante potrebbe focalizzare l’opinione pubblica, e farla incazzare, la cosa migliore da fare è quella di far esplodere un’altra notizia, magari che sia un misto fra complotto e gossip. Ah, questo popolo ama tali informazioni. Sarò, forse, in malafede, ma sinceramente mi pare troppo eccessivo quello che sia successo a Brenda. La morte per soffocamento da monossido già fa pensare ad omicidio, se poi si pensa a come sia stato tentato di distruggere i dati nel computer portatile, pare ovvio che si tratti di omicidio. Ecco, e sono sempre più complottista, mi pare tutto troppo ovvio. Accettiamo il modus operandi per l’uccisione. Quello che pare troppo stupido è l’immersione del portatile nell’acqua. Quello che mi viene da pensare è che sia stato reso tutto volutamente evidente. Sembra, apunto, che sia stata creata la notizia giusta per distogliere l’attenzione. Ma forse sono troppo in malafede.

Respiro profondamente, chiudo gli occhi e li riapro. Torno all’ingegneria. I numeri, almeno fino ad’ora, non hanno mai tradito le aspettative di nessuno.

Apache, php e url senza estensione .php

memoria.jpgDopo tanto ritorno a scrivere, soprattutto perché, come al solito, la mia memoria fa cilecca e per fare cose che ho già ci metto pomeriggi interi.

In questo caso si tratta di come e cosa configurare in apache per chiamare pagine php, senza necessariamente specificare l’estensione .php alla fine.

La soluzione è semplice, si tratta del modulo relativo alla Content Negotiation (mod_negotiation), più precisamente si tratta dell’opzione Multiviews, entrambe sono ottimamente presentate direttamente sul sito del progetto relativo all’http server di apache.

Magari, in questo modo, la prossima volta evito di perderci un intero pomeriggio. Se mi ricordo di averlo scritto qui.

Primi gemelli

Giornata un po’ strana oggi, un po’ uggiosa diciamo. Immerso nello studio, ma con la concentrazione sotto le suole delle scarpe, mi balza in mente un piccolo passo di un romanzo letto diversi mesi fa. Si tratta del famosissimo “La solitudine dei numeri primi”. Il testo che mi ha cominciato a gironzolare per la testa è:

Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto.

Diciamo che questo romanzo mi ha veramente preso, addirittura adesso, a distanza di mesi, sembra aver lasciato intatte le stesse sensazioni provate durante la lettura. È proprio uno di quei libri da leggere e rileggere per tutta la vita.

Grafica, qualche spunto interessante

inkscape.png

Da una mail passata in lista lilik scopro un interessantissimo link.

Se uno ama la computer grafica e sopratutto vuole usare software come inkskape, questo link è imperdibile. Si tratta di una bella collezione di tutorial proprio per inkscape. Navigando all’interno di questi si scoprono delle cose favolose, magari semplici, alle quali, però, non avrei mai pensato da solo.

In particolare ho trovato altri due link per ottenenre dei brush un po’ grunge. Si trovano qui e poi qui.

Beh è proprio un link da ricordare, infatti è finito dritto dritto nei bookmarks di del.icio.us e nella sezione link di questo blog. Meritano proprio un bello studio approfondito, sarebbe bello potergli dedicare più tempo, ma la mia “carriera” di studente mi richiama all’ordine :-( .

Canon EOS 500D

canon-eos-500d_01.png

Prima o poi, anche se ancora non so come, SARAI MIA.

Curriculum Vitae, standard europeo nel favoloso mondo di Latex

cv_writing.jpgQuando si dice il caso. Chissà quante volte sia capitato, a molti, di cercare qualcosa e trovare altro, ma che comunque si è dimostrato utilissimo.

A me è successo qualche giorno fa. Stavo cercando, non ricordo cosa per Latex, quando mi sono imbattuto in questa pagina, dove si parla di una classe Latex, per realizzare Curriculum Vitae secondo lo standard europeo. In effetti il mio ultimo CV è scritto in Latex, ma senza seguire nessun format particolare. In passato avevo già scritto un CV nel formato europeo, ma utilizzando il template per OpenOffice, fornito dal sito. Dato il mio “odio” per programmi di trattamento testi di quel tipo, all’epoca, mi sono sentito particolarmente triste :-( . Dato inoltre che il mio curriculum necessitava di un bell’aggiornamento, mi sono detto: “perchè non usare il formato europeo con Latex?”

Così è stato e questa scoperta è stata una svolta per la mia vita :-) .

L’utilizzo è particolarmente semplice. Una volta scaricato il pacchetto contenente la classe Latex, è sufficiente decomprimerlo, anche lasciandolo all’interno della cartella europecv, nella stessa directory dove si trova il .tex del nostro CV.
All’interno della cartella decompressa in precedenza si trova la guida alla classe, scaricabile anche direttamente dal sito. Tutto è particolarmente semplice e molto ben documentato.

Ovviamente, per scrivere un curriculum vitae il cui contenuto rispetti lo standard, si devono seguire le direttive specificate dallo standard, ma alla forma pensa il nostro (mio di sicuro) amatissimo Latex.

Una piccola accortezza: se non vogliamo avere una pagina A4, con margini di circa 5cm per lato, quindi davvero poco spazio per il testo, è sufficiente aggiungere la seguente linea nel preambolo del documento:

\usepackage[a4paper,top=1.5cm,left=1.5cm,right=1.5cm,bottom=2cm]{geometry}

Ovviamente i margini possono essere cambiati secondo i gusti, o le esigenze.

Via su adesso ad aggiornare il mio CV, magari trovo il lavoro della mia vita: beta tester di amache ;-)

Emergenza rifiuti risolta… ah davvero????

Visto che le immagini dicono più di molte parole, eccone una particolarmente, per usare un eufemismo, suggestiva.

1242146792900_ferrandelle-046.jpg

Per altre immagini di questa “entusiasmante” galleria basta andare su questa pagina di Repubblica.it, dove ci sono fra l’altro un video ed un articolo che spiegano, appunto, che fine abbiano fatto i rifiuti che il nostro primo ministro ha fatto finalmente sparire dalle città campane.

Mah, evito qualsiasi commento perchè penso di non trovare delle parole adatte ad esprimere quello che ho dentro.